venerdì 22 febbraio 2008

PiùBlogCamp: intervista per Challenger

Oggi su PiùBlog è stato pubblicato un bel post con tutte le interviste fatte a tutti i relatori del PiùBlogCamp con quesiti posti da Claudia Anselmo del canale satellitare Challenger (canale 922 di Sky).

Grazie a Marina Bellini che mi ha segnalato istantaneamente la pubblicazione del post commentando il mio post sulla precedente intervista del PiùBlogCamp.

Spero davvero di essere riuscito a rendere l'idea di collaborazione e di knowledge sharing che solo eventi come i barcamp possono produrre o accrescere.
Un elemento lampante è il network che si viene a creare naturalmente tra le persone interessate ad una stessa tematica o tecnologia.

Ed eccomi intervistato riguardo il resoconto di fine anno sull'attività dei barcamp in Italia:



martedì 22 gennaio 2008

Android: mobility opensource

Il nuovissimo sistema operativo opensource Android di Google ha portato una grande ventata di novità e di entusiasmo, esattamente come quella relativa all'uscita delle prime distribuzioni Linux.
La possibilità di poter sviluppare in modo aperto applicazioni direttamente in linguaggio Java e la possibilità di poter deliverare direttamente all'interno di un dispositivo mobile, ha scatenato una specie di felicità mediatica nel mondo degli sviluppatori e delle aziende, tale da prendere in seria considerazione lo sviluppo proprio sulle future generazioni di dispositivi e proprio su questa nuova piattaforma.

Il pacchetto della SDK di Android che viene distribuito è associabile ad un plugin per l'IDE Eclipse: selezionando quindi l'opportuna perspective di Eclipse, permette non solo di eseguire il deployment delle applicazioni direttamente sul dispositivo mobile, o sul relativo emulatore (anch'esso incluso nella SDK), ma permette anche di eseguire il debug delle applicazioni esattamente come in un normale ambiente di sviluppo Java.
Più precisamente è possibile impostare breakpoints per bloccare l'esecuzione dell'applicazione (a runtime) mostrando un opportuno alert sul dispositivo mobile (oltretutto formattato anche molto bene e di gradevole lettura), in questo modo chi sviluppa l'applicazione può andare a visionare lo stato interno delle risorse e fare analisi sul codice.
Sempre attraverso il plugin è inoltre possibile debuggare più applicazioni contemporaneamente sullo stesso dispositivo mobile.
Attualmente Android non è esente da bachi, anzi ne sono presenti diversi, ma proprio in questo periodo Google fa sapere che a breve rilascerà un upgrade importante della SDK con i relativi bugfix delle anomalie più scomode e attese dalla community.

Dopo aver terminato un'accurata sessione di lavoro, protratta anche in seguito allo studio dei tutorial, mi sono reso conto che il mio entusiasmo iniziale, nato dalla sensazione di scoprire un bel giocattolone nuovo, invece che diminuire, è aumentato drasticamente.
Nel momento in cui si inizia a customizzare una qualsiasi applicazione si entra in un tipico loop del tipo: adesso provo quest'ultima modifica e smetto .... ed invece si perpetua nella sperimentazione per notti intere...

La caratteristica più importante, a mio avviso, è la possibilità di gestire direttamente le periferiche del cellulare e le connessioni GSM, UMTS, Wi-Fi e Bluetooth.
La possibilità di interagire direttamente con i driver del dispositivo attraverso lo strato di interfacciamento Linux, credo sia un'opportunità molto importante per lo sviluppo futuro di Android.

Giusto per stuzzicare l'appetito a chi ancora non si è cimentato nello sviluppo di applicazioni su Android eccovi lo schema degli strati applicativi e delle librerie che si possono utilizzare:


Architettura software di Android
Come si può vedere dall'immagine, tutto l'ambiente è basato su un kernel Linux su cui si appoggiano tutte le librerie di sviluppo denotate dal colore verde. Tra queste librerie, è importante sottolineare la presenza di due librerie opensource molto importanti: SQLite è il DBMS per la creazione e la gestione del database delle applicazioni; e WebKit la libreria utilizzata per renderizzare le pagine HTML, utilizzata anche nel browser Safari dell'iPhone.
Al di sopra delle librerie troviamo il framework da utilizzare per creare effettivamente il comportamento delle applicazioni, denotato dal colore blu, ed è essenzialmente basato sul concetto di Activity.
La runtime di Android è una vera e propria macchina virtuale chiamata Dalvik, denotata dal colore giallo, che permette l'esecuzione delle applicazioni, esattamente come avviene per la macchina virtuale Java per il bytecode.
Proprio su Dalvik ci sono state e ci sono ancora molte discussioni in ambito di licenze Java, in quanto in questo modo Google non sarebbe costretta a sottostare ad alcuna licenza Sun, in quanto Dalvik è svincolato da Java e Java MicroEdition, e non necessita di alcuna libreria runtime Java di Sun, infatti le applicazioni compilate per Android non sono compatibili con codice compilato in bytecode Java (anche perché vi è un framework associato che non è possibile separare).

A breve spero di riuscire a fare alcuni post su come si sviluppa un'applicazione in Android andando nello specifico sull'utilizzo delle singole librerie.

martedì 25 dicembre 2007

PiùBlogCamp: l'intervista

Eccomi intervistato da Gabriele Niola, redattore di HTML.it, sulle problematiche della catalogazione e navigazione delle informazioni nel web. L'intervista inizia esattamente come il mio intervento, ovvero dalla mia domanda retorica posta alla platea del PiùBlogCamp riguardo l'utilizzo dei tag.



mercoledì 12 dicembre 2007

PiùBlogCamp: qualche commento

E' chiaro che il PiùBlogCamp non è stato un vero e proprio barcamp a causa innanzitutto della location non proprio idonea allo scopo ed alla difficoltà di organizzare gli interventi di tutti.
Concordo in molte osservazioni fatte da Stefano Epifani e Stefano Mainardi.
In pratica non è stata una non-conferenza, ma una vera e propria conferenza.
Sono convinto che fino a quando non si riuscirà ad organizzare questi eventi in modo più informale, ad esempio mettendoci tutti in una tavola rotonda, esattamente come abbiamo fatto l'ultimo giorno al WaveCamp di Firenze, le cose non potranno cambiare.
Io ho seguito quasi tutti gli interventi, forse ne ho persi uno o due, e devo dire che in ogni caso sono stati tutti molto interessanti, in particolare vorrei segnalare quello di Nicola Mattina riguardo il Corporate Blogging e quello di Corrado Truffi sul sistema per la partecipazione.

Ringrazio inoltre il grande Roberto Galoppini per aver citato all'interno del suo blog Commercial Open Source Software il mio intervento, sembra che sia stato apprezzato, sono quasi commosso.

Al di là delle problematiche organizzative, devo dire che pur avendo fatto conoscenza solo con alcuni, tra cui Antonio Doldo, Stefano Epifani, Lord Zarcon, Sabrina Montanari, Walter Pierbattisti e Nicolò Risitano del LSLUG, è stata un'esperienza notevole a partire dalla +PiùCena.

Arrivederci a tutti all'OpenCamp 2008.

domenica 9 dicembre 2007

PiùBlogCamp: le slides del mio intervento

Come vi avevo promesso già dal precedente post, per chi proprio non resiste alla tentazione, e per tutti coloro che non sono riusciti a fare un salto, ecco a voi le slides che ho presentato proprio quest'oggi al PiùBlogCamp romano per il mio intervento su "I Microformati ed il Web Semantico":



lunedì 3 dicembre 2007

PiùBlogCamp

PiùBlogCampDal 6 al 9 Dicembre al Palazzo dei Congressi dell'Eur a Roma si svolgerà PiùLibri la fiera della piccola e media editoria, e proprio nell'ambito di questa fiera si svolgerà anche l'evento organizzato da PiùBlog con interventi per approfondire e discutere del futuro del blog: il programma.
Il 9 Dicembre inoltre si svolgerà il barcamp PiùBlogCamp in cui si potrà partecipare attivamente alle discussioni, anche presentando un intervento alla bacheca la mattina stessa della manifestazione.
Ho preparato alcune slide per il mio intervento, che renderò disponibili sul mio account SlideShare in seguito alla manifestazione, per cercare di riassumere insieme la situazione attuale sul web semantico. Lo scopo di questo intervento sarà quello di divulgare, anche a chi non è un addetto ai lavori, cosa sia esattamente il web semantico.